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L’aula virtuale e il patto formativo

Possiamo definire learners tutti i partecipanti all’esperienza di apprendimento a distanza: il progettista, il formatore, il tutor, gli allievi: nell’aula virtuale non esiste una struttura posizionale (docente in aula, classe frontale)  anche se ogni ruolo è definito (cfr. S. Capogna e il suo studio per il Formez).

Quando i partecipanti al processo formativo divengono una comunità (e questo avviene molto più presto in ambiente virtuale, dove la barriera fisica non è rilevante), l’apprendimento è facilitato e i ruoli si scambiano facilmente (si diventa a turno presentatori, ad esempio). La piattaforma diviene un luogo familiare, in cui si esplicita una intelligenza collettiva e il dialogo amplia in maniera esponenziale le opportunità di apprendimento e di sviluppo di ciascuno. 

Le learning communities forniscono uno spazio strutturato per persone che condividono un obiettivo comune, tanto più efficacemente conseguito quando tali comunità sono siano sia motivanti che pratiche. Connettere persone, organizzazioni e sistemi equivale a facilitare l’apprendimento e ad abbattere le barriere di accesso condividendo linguaggi, piani di azione e risultati. Quando si mettono in condizione i partecipanti di imparare l’uno dall’altro, allora i progressi in termini di acquisizione di competenze sono visibili e significativi. Ci sono numerosi ed autorevoli studi che riguardano comunità educanti e comunità di pratica nonchè il loro impatto. Noi di FRIDA proponiamo strumenti per facilitare la connessione delle persone all’interno di processi educativi e di learning organization, consapevoli che raggiungere obiettivi ambiziosi comporta padroneggiare tecnologie semplici all’uso ma complesse nella loro struttura.

Condizione essenziale per il buon funzionamento della comunità è che venga formalizzato e condiviso da tutti un patto formativo che, spesso, viene denominato  anche regolamento d’aula: cioè l’insieme di tutte quelle regole di convivenza che regolano la partecipazione ed eliminano (quando condivise):

  • elementi di disturbo (interventi inappropriati o fuori tema, lunghe divagazioni),
  • ostacoli all’apprendimento (la possibilità di richiedere supplementi di spiegazioni e di avere a disposizione materiali di approfondimenti)
  • conflitti e divergenze.

 

Il patto formativo riguarda le aspettative e i bisogni di tre categorie di soggetti:

 

Ci si aspetta che i partecipanti alla formazione in sincrono (dal vivo) o in asincrono (che fruiscono cioè di contenuti senza una relazione in real time con il formatore) non siano lasciati indietro di fronte alla virtualità. Il patto formativo regola la loro partecipazione ma soprattutto li assicura che (al netto di difficoltà tecniche, anch’esse gestite dall’ente erogatore) potranno trarre vantaggio da tutto il supporto necessario a qualificare la loro presenza e a garantire il successo formativo, impegnando formatori, tutor e responsabili a mettere in campo tutte le strategie di engagement a loro disposizione

 

Per quanto attiene alla funzione docente, il patto formativo inquadra la didattica in un contesto in cui l’interattività è la chiave per garantire che i partecipanti raggiungano obiettivi certi e misurabili in termini di apprendimento e di crescita. Inoltre, fornisce strumenti di monitoraggio (tracciando le presenze, il tempo di fruizione, il download e l’upload di prove e test…) e impegna alla produzione di materiali didattici e di supporto che siano realmente efficaci e motivanti. Inoltre, nel contratto d’aula, si rendono pubblici gli orari e le modalità di contatto virtuale per garantire tutte le possibilità di relazione tra partecipanti e docenti. 

 

Per la funzione di organizzazione e segreteria, il contratto d’aula risponde all’esigenza di definire responsabilità ed eventuali sanzioni in caso di inadempienze. L’aspetto formale attiene alle ipotesi più gravi di comportamenti non corretti, ma è comunque importante che si possa fare riferimento, in caso di controversie, ad informazioni condivise. 


La piattaforma FRIDA consente all’agenzia formativa la possibilità di definire a priori ruoli e privilegi e permette la formulazione di patti formativi/regolamenti d’aula personalizzati, che possono essere strutturati con grande flessibilità e sottoposti a tutti i partecipanti che devono accettarne il contenuto prima di essere ammessi in aula.